I VALVERDESI RACCONTANO VALVERDE

itValverde

Feste TRADIZIONI

Sant’Antonio: la tradizione per qualche tempo dimenticata

Sant'Antonio la chiesa in festa - foto: Prof.ssa Finocchiaro

La tradizione della festa di Sant’Antonio da Padova è tipica dell’omonima chiesa nella borgata di Belfiore. Conosciamo meglio questa bella tradizione, grazie all’aiuto della Prof.ssa Valeria Finocchiaro.

Sant’Antonio a Belfiore: la tradizione

La festa di Sant’Antonio è stata dimenticata per circa quarantanni. Eppure è molto bella e densa di significati importanti. Sembra incredibile, ma è proprio così. Nel 2012 le cose cambiano drasticamente. Infatti, grazie alla collaborazione con gli abitanti di Belfiore, al Presidente Antonio Tulipano dell’associazione Fleur Bonheur Belle e all’assessore Valeria Finocchiaro la festa rinasce. E ancora nel 2016 nasce il Comitato per i festeggiamenti del Santo protettore dei bambini. Ed il presidente del comitato è il Sig. Giuseppe Costa. Così nel 2018, l’artista Giusy Finocchiaro ha ideato e realizzato lo stendardo e benedetto il 13 giugno dello stesso anno. E la festa così continua, sempre nella chiesa dedicata al Santo.

La statua di Sant'Antonio da Padova
La statua di Sant’Antonio da Padova all’uscita dalla Chiesa – Foto: Prof.ssa Finocchiaro

Sant’Antonio: la benedizione del pane

Il giorno della sua festa di Sant’Antonio (13 giugno) si è soliti benedire dei semplici piccoli pani. Poi, vengono distribuiti ai fedeli e consumati per devozione. Tale devozione deriva certamente dall’iniziativa del “pane dei
poveri”
che nel passato era molto viva e diffusa nelle chiese. Probabilmente , il tutto deriva dal commovente episodio del miracolo di Tommasino. Una mattina la madre lo lasciò in casa da solo a giocare e lo ritrovò poco dopo senza vita, affogato in un tinello d’acqua. Disperata, invocò l’aiuto del Santo, e nella sua preghiera fece un voto: se avesse ottenuto la grazia avrebbe donato ai poveri tanto pane quanto era il peso del bambino. Il figlio tornò miracolosamente in vita e nacque così la tradizione del «pondus pueri», una preghiera con la quale i genitori in cambio di protezione per i propri figli promettevano a Sant’Antonio tanto pane quanto fosse il loro peso.

Festa Santantonio- la banda che suona - Foto: prof.ssa Finocchiaro
La banda che suona durante la Festa di Sant’Antonio – Foto: Prof.ssa Valeria Finocchiaro

Il giglio e la sua simbologia

Dal Sermone di Sant’Antonio si legge: “Considera che nel giglio ci sono tre proprietà: il medicamento, il candore e il profumo. li medicamento si trova nella sua radice, il candore e il profumo nel fiore. E queste tre proprietà raffigurano i penitenti, poveri nello spirito, che crocifiggono le membra con i loro vizi e le loro concupiscenze, che custodiscono l’umiltà nel cuore per soffocare l’impudenza della superbia, il candore della castità nel corpo e il profumo della buona fama“. Ecco spiegato il giglio, simbolo della purezza, immancabile in ogni raffigurazione del Santo. Il giglio è tenuto sempre in mano da Sant”Antonio. E lui, portatore di questo simbolo, lo incarna nella sua vita evangelica, nella missione di frate francescano.

Giglio - il fiore di SAnt'Antonio - Foto: Pixabay
Sant’ Antonio: La purezza di un giglio bianco – Foto: Pixabay

Il dolce della domenica: un’antica ricetta

Furono i frati a distribuire ai poveri e ai viandanti una pagnotta per alleviare la fame. Negli anni è diventata tradizione prepararla in forma sempre più arricchita e si trova nelle pasticcerie dei dintorni. La forma a cupola ricorda la Basilica, ma anche l’aureola sul capo del Santo e, secondo me, la chierica ovvero la forma di capelli dopo la tonsura! Il Dolce del Santo è composto da due parti: una base di pasta sfoglia che racchiude un ripieno alla base di confettura di marmellata, uvetta e mandorle tritate. Sopra un impasto simile al pan di Spagna, nella ricetta ci sono anche le scorze di arance candite o uvetta… Il risultato è una torta molto soffice, perfetta anche per la colazione da inzuppare nel latte!

Sant’Antonio: la tradizione per qualche tempo dimenticata ultima modifica: 2020-09-25T09:50:37+02:00 da Cavaleri Francesca
To Top