I VALVERDESI RACCONTANO VALVERDE

itValverde

TRADIZIONI USI E COSTUMI

Vigna Calì: quando la vendemmia era una festa

Via Calì la scritta su marmo bianco - Foto: Cavaleri Francesca Agata

La Vigna Calì si trovava nell’attuale Via Calì. Ma un tempo era un ottimo vigneto. Il più grande del Paese di Valvede. E quando era tempo di vendemmia era proprio una festa.

Vigna Calì: la chiurma e le donne della raccolta

La Vigna Calì si trovata su tutta l’area a sinistra del Santuario della Madonna di Valverde Le protagoniste indiscusse erano le donne. Con le loro mani raccoglievano i grappoli d’uva per la trasformazione in vino. La squadra di raccolta veniva chiamata “Chiurma”. Di conseguenza il comandante veniva chiamato “Capo chiurma” o anche detto “Massaru”. E anche se la maggior parte erano donne, non mancava qualche uomo detto “Caruso”. Subito dopo la raccolta le donne mettevano le ceste sulla testa. Le ceste erano chiamate “Cofani”. Sulla testa una fazzoletto che formava una sorta di corona della “Cruna”. Una sorta di abbellimento per gli occhi degli uomini a cui erano magari interessate.

Vignacali
Vigna Calì: foto di donne tratta dal libro “Un’immagine di Sicilia-Valverde in bianco e nero”

Vigna Calì: la più grande di Valverde

In Via Calì la vigna (almeno fino agli anni ’50) aveva anche un bel Palmento. Alcuni documenti storici ricordano il borgo agricolo di Santa Maria di Valverde come la contrada di “Vigneri”. La proprietà di queste terre era principalemente di alcune famiglie catanesi. Ma la Vigna Calì era la più importante del Paese. Il Palmento era un’unica struttura composta dai locali per la vinificazione. Davanti a se due scale, una per scendere e l’altra per salire, per facilitare il lavoro della chiurma. All’interno del palmento vi erano i “Pistaturi”, cioè lo schiacciamento dell’uva. I Pistari a piedi nudi e con calzoni corti pestavano l’uva per farne il mosto. I pistari facevano un lavoro di fatica ed erano ben trattati. Ai pistari erano garantiti alloggio comodo e buona paga per tutto il tempo della vendemmia. Nel “Ricivituri” in italiano il tino, veniva messa l’uva ben schiacchiata.

Pistari
Vigna Calì: Pistatuti foto tratta dal libro “Un’immagine di Sicilia-Valverde in bianco e nero”

L’apertura delle botti e la festa in tutto il Paese

La vigna Calì non era l’unica presente a Valverde. Ve ne erano altre nelle borgate di Belfiore, Maugeri, Carminello e Fontana (INSERIRE LINK). Il mese di novembre era una festa. Le botti erano aperte, spesso con la coincidenza della Festa di San Martino. La data coincideva tra tutti i vigneti e questo garantiva giorni di festa e divertimento. Anche se era un’occasione per le giovani donne di conoscere qualche pretendente. Oggi infatti, non rimane più nulla della vigna. Al suo posto la Via Calì con abitazioni e varie attività commerciali. Del passato rimangono solo alcuni scatti ed un pizzico di malinconia per i meno giovani del Paese.

Vigna Calì: quando la vendemmia era una festa ultima modifica: 2020-07-17T09:17:11+02:00 da Cavaleri Francesca
To Top