I VALVERDESI RACCONTANO VALVERDE

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COSA FARE DOVE MANGIAMO LUOGHI DI RITROVO

Street food, cogliere l’attimo anche in tempo di Covid

Street food - foto di Burgerman

È così che il cibo di strada viene a trovarci anche a casa.
Street food & delivery si incontrano, così, in una sorta di fuori programma. E il cibo resta sempre buonissimo e pronto da gustare. Anche dentro un imprevedibile e assurdo tempo che ambisce a cambiare abitudini e certezze. Di modo che, chi lavora in questo settore, grazie al delivery, possa continuare a preparare tante cose buone.
E noi, comunque, possiamo avere modo di continuare a gustarle!

Così, a volte, può anche capitare che un bisogno e una necessità possano far nascere una moda:
Lo street food nasce proprio così. Anche a Valverde!
A Valverde, infatti, è possibile andare alla scoperta del cibo, esattamente tutto l’anno.

Grigliata
Foto di Burgerman Valverde

Mangiare on the road

Mangiare on the road, sembra essere uno stile per le fasce giovani. Ma è uno stile che affascina anche chi proprio giovanissimo non è.
Ovunque, in questi anni, e naturalmente anche qui, a Valverde, lo street food si muove verso il raggiungimento di un’ottima qualità gastronomica.
Quindi, da ciò si evince che il cibo di strada non si è affatto fermato all’hot dog, ma ha cominciato sempre più a comprendere e a proporre interessanti piatti tipici regionali.
Proprio per questo motivo, un classico siciliano, l’arancino di riso, è diventato un “must”, così come un must è diventato anche il pesce infarinato e fritto.

Dove trovarlo

A Valverde lo si può assaporare nel corso degli eventi locali, vale a dire nel corso della festa della birra e in occasione della sagra dell’acciuga. Ma non solo! Basta fare un salto da “Burgermen – food truck” o al “Chiosco di Sciacca“, conosciuto anche per il suo buonissimo stecco di frutta. Non ultimo, “Extra Extra“, ben conosciuto come “crispelleria Di Bella”.

Pane condito
Foto di: Extra Extra Valverde

Street food: ieri

Il cibo di strada non è solo una moda ma, a dire il vero, è anche un ritorno al passato… scopriamolo insieme: Il termine inglese “street food” è senza dubbio più diffuso rispetto a “cibo di strada”, ma ciò non deve farci confondere a proposito delle sue origini. Il cibo di strada le sue radici le affonda addirittura nell’antica Grecia. Basta pensare che lì il cibo di strada era il… pesce fritto! Pescato, fritto e mangiato! 
Era così anche nell’antica Roma. Lì erano diffuse le ” tabernae” e si poteva consumare il cibo che il cuoco proponeva o si poteva anche usufruire del favore di poter scaldare del cibo portato da casa.

E ad Atene, solo 3.000 anni fa? Era uso sfamarsi per strada con una minestra calda di fave e di ceci. È molto probabile che, proprio questi baracchini ambulanti ateniesi, detengano la paternità dell’odierno street food. O, che questi, la possano anche condividere, al massimo, con Alessandria d’Egitto. Qui, presso il porto, gli avventori potevano gustare il pesce, appena fritto, guardando il mare.

Street food: oggi

Oggi perfino gli chef stellati creano dei piatti in stile “street food”. Anche per questo motivo il cibo di strada è sinonimo di qualità e di ricercatezza e, naturalmente, è sinonimo di identità territoriale.
A Valverde, a settembre, lo si può apprezzare in occasione della Festa della Birra, evento nato per poter onorare la tradizione della produzione della birra che, dal 1959 fino alla fine degli anni 80, veniva prodotta nello stabilimento presente nel centro storico di Valverde. Qui, per accompagnare il buon cibo, si possono bere ottime birre artigianali, biologiche e a chilometro zero. Birre preparate con grani speciali, birre importate e birre tradizionali.
Anche nel corso di “maggio in festa”, evento che si è aggiunto in questi ultimi anni, non manca la possibilità di fare assaggi interessanti, che ben si abbinano con percorsi gastronomici a tema.

Chiosco Sciacca Valverde
Foto di: Chiosco Sciacca Valverde

La sagra dell’acciuga

Naturalmente, e non ultima, la storica Sagra dell’acciuga ci offre l’occasione di gustare ottimi panini, ovviamente con acciuga e quant’altro.
E a proposito di origini, anche qui, le possiamo scoprire in una antica tradizione dell’800. I pescatori di Trezza, infatti, iniziavano la salatura del pesce a maggio e poiché le acciughe hanno bisogno di circa 90 giorni per “maturare”, la prima ricorrenza per poter vendere questo prodotto era giusto la festa della Madonna di Valverde, che ricorre, già da allora, l’ultima domenica di agosto.
Di questa tradizione, tramandata fino ai giorni nostri, ne è testimone il romanzo verghiano “I Malavoglia”, nel quale si può anche apprendere che la vendita delle acciughe salate costituiva un mezzo di sostentamento per i pescatori, durante la stagione invernale.

Mangiare bene per strada

Quindi cosa dire se non che la gente si è allontanata dalla strada e dal cibo di strada? Ciò avviene nel novecento, a causa dell’ascesa della borghesia, dell’arricchimento della classe media e dei nuovi costumi.
Ma si può ben dire che, oggi, lo street food è tornato finalmente a riprendersi il suo posto “on the road”. Così da non perdere le nostre tradizioni gastronomiche, così da poter riscoprire l’arte del mangiare bene e poter rivivere un po’ della nostra storia passata.
Fra caratteristici food truck e fra stuzzichini gourmet, è diventato, praticamente, l’ultima moda!
Benvenuti a Valverde! Andiamo a cercarlo insieme…

Street food, cogliere l’attimo anche in tempo di Covid ultima modifica: 2020-12-03T09:00:00+01:00 da Giovanna Nicolosi
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