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Ognissanti, tutto quello che prevede la tradizione valverdese

Ognissanti le candele per ricordare i defunti- Foto:Pixabay

Ognissanti è la festa che celebra la gloria e l’onore di tutti i Santi della Chiesa Cristiana. Vediamo cosa prevede la tradizione valverdese. La festa di Ognissanti si festeggia il primo novembre di ogni anno. Ed in un paese devoto soprattutto alla sua Madonna del Santuario, anche Valverde porta avanti le sue tradizioni. Secondo quando previsto dalla tradizione ecco cosa fanno i valverdesi in questa giornata. Come prima cosa si va a messa. In questo momento gli orari delle celebrazioni sono previste alle 8.30, 10.30, 12 e 19.

Ma spesso, approfittando del festivo molti vanno a trovare i proprio defunti presso il cimitero cittadino. Infatti, la commemorazione dei defunti è prevista per il giorno successivo, 2 novembre, ma spesso non essendo festivo, è difficile andare. Dopo di che si va a pranzo e si assaporano i dolci della tradizione. Le rame di napoli, totò, bersaglieri, ossa di morte e inzuddi, sulle tavole di tutti. Il pomeriggio tutti in piazza, sempre se c’è il tempo buono.

Ognissanti: il Santuario e la Piazza di Valverde-Foto: Cavaleri Francesca Agata
Ognissanti: la Piazza ed il Santuario – Foto: Cavaleri Francesca Agata

La mattina di Ognissanti, e i regali per i più piccoli

A Valverde non esiste la festa di Halloween. Questo perché come dice qualcuno: “A Valverde si festeggia il Dio della luce, non quello delle tenebre“. Ed infatti nulla è previsto per la notte del 31 ottobre. Ma in passato non era così. Dunque qualcosa era diverso, perché a pensarci cerano i “morti“. Il Paese risente molto della vicinanza con la città di Catania e la sua tradizione. La notte del 31 ottobre tutti i bambini andavano a letto presto. Sul tavolo della cucina si metteva qualche dolcetto fatto in casa, della frutta, del formaggio e un bicchiere di vino. Il vino era quello della famiglia, magari della propria e della vicina vigna. E poi si filava a letto, perché quella notte i morti avrebbero portato ai bambini dei regali. Non cose di elevato valore, ma spesso piccoli desideri che le famiglie, in base di alle proprie disponibilità cercavano di soddisfare.

Bicchiere di vino: un pezzo di formaggio e della frutta - Foto:Pixabay
Ognissanti: formaggio, vino ed uva per i defunti- Foto: Pixabay

Alcuni ricordi dei regali tanto desiderati

A volte basta sedersi nelle panchine della piazza per conoscere delle belle storie legate alla festa di Ognissanti. Ad esempio quella del sig. Pippo che ci racconta che quando era piccolini, la notte dei morti, desiderava tanto degli stivali. “Quanto desideravo gli stivali di gomma, perché non entrava l’acqua e potevo giocare fuori anche in inverno”– ci racconta sorridendo. Mentre la sig.ra Rosalba ci racconta che lei sognava la bambola con le trecce. “Mi ricordo che appena si avvicinava la notte dei morti, desideravo la mia bambola con le trecce. Non riuscivo a dormire, e poi la mattina di Ognissanti era lì, sulla sedia della cucina. E io correvo lì e non me ne staccavo. Ma poi come ogni anno spariva, per riapparire l’anno successivo“- conclude con enfasi. E in tutti le storie colpisce il luccichio negli occhi di quei bambini di molti anni fa.

Ognissanti, tutto quello che prevede la tradizione valverdese ultima modifica: 2021-11-01T00:09:00+01:00 da Cavaleri Francesca

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